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L'occhio, la mano e la voce Una teoria comunicativa dell’esperienza umana di Alberto Gualandi
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| Presentiamo per la prima volta qui i risultati di un progetto di ricerca, sviluppato in alcuni lavori preparatori e confluito in un’ampia tesi di dottorato, discussa nell’aprile 2008 presso l’Università di Urbino, dal titolo L’occhio, la mano e la voce. Una teoria comunicativa dell’esperienza umana... |
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Merleau-Ponty e Plessner. Un’azione parallela di Marco Russo
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| Se si considera la somiglianza delle tematiche e degli sviluppi teorici di Plessner e Merleau-Ponty viene spontaneo pensare ad un’azione parallela. Tuttavia, se si considera l’esito effettivo di questa prossimità, anche nella storia della ricezione dei due pensatori, il termine azione parallela si colora di ironia... |
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Plessner e Weizsäcker Le fonti della conoscenza medica di Oreste Tolone
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| Tra il 1922 ed il 1923 sulle pagine del «Wiener Klinische Wochenschrift» avvenne uno scambio di opinioni tra Helmuth Plessner e il dott. Viktor von Weizsäcker all’epoca direttore del reparto di Neurologia della Clinica Medica di Heidelberg... |
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Metafisica da nulla: mondi impossibili e oggetti finzionali di Francesco Berto
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| In questo lavoro abbozzo una teoria metafisica unificata che potremmo chiamare “meinongianismo modale”, perché combina temi meinonghiani con un’ontologia modale non standard. La teoria è basata su (1) un principio di comprensione per oggetti in versione non ristretta, ma parametrizzata a mondi; e (2) l’uso di un framework modale che include mondi impossibili, oltre che mondi possibili... |
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Fenomenologia e ontologia, a partire da Edmund Husserl di Francesco Saverio Trincia
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| Non esiste, dopo e oltre la fenomenologia husserliana, un modo di affrontare la questione dell'ontologia (ossia la questione di che cosa siano in senso formale le cose, materiali, ideali, affettive, e la questione connessa di come siano attingibili con la conoscenza) che non finisca per coincidere con la ripresa dell'argomentazione fenomenologica husserliana stessa. Non si vuol dire con ciò che non si dia una trattazione possibile della questione senza ripercorre la via husserliana dalle sue premesse al suo esito collocabile all'incirca tra le lezioni sul tempo del 1905 e le lezioni sull'idea della fenomenologia, del 1907. Si vuol dire piuttosto che ogni tentativo di riformulare il problema senza mettere in questione radicalmente la fenomenologia husserliana non può prescindere dal modo husserliano di formularl |
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Un’ontologia quadripartita: la proposta di Lowe di Timothy Tambassi
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| In queste pagine intendo presentare la proposta categoriale di Jonathan Lowe e con-frontare il suo sistema ontologico con i sistemi presenti nell’attuale dibattito analitico. La posizione di Lowe sarà presentata principalmente alla luce di The Four-Category Onto-logy. A Metaphysical Foundation for Natural Science, testo del 2006 in cui, oltre ad una sintesi finale della posizione metafisica dell’autore, si ha una descrizione sistematica della sua proposta categoriale... |
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Il sentire dell'etica Rileggere l'etica di Hans Jonas di Alessandra Campo
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| Un’adeguata comprensione dell’etica di Hans Jonas non può essere ottenuta avendo come
riferimento esclusivo il testo che, pure, lo ha consacrato alla celebrità: Il principio
responsabilità. Diversi elementi confermano questa convinzione.
Innanzi tutto il fatto non trascurabile che, nella sua produzione, Jonas oscilla tra l’espressione «etica della responsabilità» ed «etica del futuro». Un’analisi attenta metterà in luce le implicazioni filosofiche di
questa duplice denominazione. Se è vero, come si vedrà, che l’etica della responsabilità di Jonas non possa che essere un’etica per il futuro, è altrettanto vero che un chiarimento di
questa seconda espressione implica una rimessa in discussione della nozione stessa di
responsabilità... |
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Ontologia della comunità. Nancy & Agamben Parte seconda Agamben di Tommaso Tuppini
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| Gran parte del risentimento da noi vissuto verso le attuali forme d’aggregazione so-ciale è dovuto per Agamben alla dicotomia che il potere statuale, ovvero la sovranità nelle sue molteplici forme, inscrive in ciò ch’è di per sé non-dicotomico. Questa ele-mentare entità di per sé non-dicotomica ha nome “forma-di-vita”... |
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