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<title>Giornale di filosofia</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net</link>
<description><![CDATA[This is the RSS 2.0 feed]]></description>
<image><title>Giornale di filosofia</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net</link>
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<language>ita</language>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:24:36 +0200</pubDate>
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<title>Hilary Putnam e il ''necrologio dell'ontologia''</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=159</link>
<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[In questo saggio prendo in esame il testo di Putnam del 2004,&nbsp;Ethics without Ontology. Esamino in primo luogo la tesi del &laquo;relativismo concettuale&raquo; e gli argomenti con cui Putnam respinge il &laquo;pluralismo concettuale&raquo; nel quale secondo alcuni critici il primo ricadrebbe. Sostengo che l&amp;rsquo;unica obiezione possibile non e' quella del &laquo;pluralismo concettuale&raquo; ma quella della irriducibilita' delle proprieta' naturali del linguaggio, che costituiscono la condizione di possibilita' dell&amp;rsquo;uso putnamiano della mereologia.&nbsp;In secondo luogo, esamino le tesi piu' propriamente etiche esposte da Putnam. Qui obietto alle tesi di Putnam che l&amp;rsquo;etica in generale, e la sua proposta di &laquo;etica della compassione&raquo; in particolare, hanno bisogno di impegno ontologico non convenzionale almeno riguardo a certe proprieta' degli esseri umani.]]></description>
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<title>Dal riduzionismo alla complessita'</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=157</link>
<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[Il mutamento epistemologico che segue alla &amp;ldquo;crisi dei fondamenti&amp;rdquo; di fine &amp;rsquo;800 inaugura un fecondo dialogo tra la scienza e l&amp;rsquo;arte, finalizzato a una descrizione globale della realta'. Prendendo le distanze dal riduzionismo della scienza classica Mandelbrot definisce le forme naturali come &amp;ldquo;frattali&amp;rdquo; dotati di una struttura che, ripetendosi identica su scala differente all&amp;rsquo;infinito, puo' essere raffigurata soltanto analogicamente nell&amp;rsquo;arte. Tra gli artisti che hanno reso intuitivi i principi della scienza contemporanea vi sono Escher e Ligeti, che adotta come criterio di sviluppo del discorso musicale una &amp;ldquo;forma mobile&amp;rdquo; risultante dalle variazioni metrico-timbrico-dinamiche dell&amp;rsquo;idea iniziale. L&amp;rsquo;influenza esercitata su di lui da Mandelbrot culmina nello studio per pianoforte L&amp;rsquo;escalier du diable, la cui forma presenta una struttura analoga a quella dell&amp;rsquo;omonimo frattale.]]></description>
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<title>Dire il controvertibile</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=160</link>
<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[Le pagine che seguono sono un esercizio di filosofia speculativa e si interrogano sulla questione dei primi principi dell'essere e del pensiero. Si occupano cioe' della questione dell'intero, del suo senso e delle sue possibili manifestazioni.&nbsp;&laquo;Essere&raquo; e &laquo;pensiero&raquo; sono due parole della tradizione metafisica dall'ampiezza semantica virtualmente illimitata. Tutto cio' che accade e irrompe nella &laquo;sfera&raquo; del linguaggio, a partire dall'idea-metafora, vedremo quanto ricorrente, dell'&laquo;accadere&raquo; e dell'&laquo;irrompere&raquo;, tutto cio' e' rappresentabile e metaforizzabile, quindi oggetto di possibile pensiero e conoscenza.&nbsp;Allo stesso modo, tutto cio' che e' rappresentabile (ad es. &laquo;l'araba fenice&raquo;), anche solo nella forma discorsiva della negazione (ad es. &laquo;Bin Ladin non e' stato individuato&raquo;), in quanto sia linguisticamente signi-ficato, rientra nella sfera dell'essere reale e delle cose che divengono...]]></description>
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<title>Nothing is part of Everything</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=156</link>
<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[Extensional mereology, that is, a mereology without intensional operators (such as modal or temporal functions), mirrors, in many respects, set theory. What is missing in this reconstruction is the mereological analog of the empty set, which might be called &amp;ldquo;null object''. Mereology, in its traditional formulation, avoids all reference to null objects and the reasons are, basically, ontological.]]></description>
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<title>I tre livelli dell'ontologia parmenidea</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=155</link>
<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[Tradizionalmente si ritiene che l&amp;rsquo;ontologia sia sorta con il poema didascalico di Parmenide. Questo perche' in esso compariva per la prima volta una riflessione sulla nozione di essere senza ulteriori determinazioni. Tale riflessione condusse Parmenide a dedurre una serie di caratteri dell&amp;rsquo;esistente, che contrastano con i requisiti della realta' esperita dagli uomini. Per questa ragione, l&amp;rsquo;interpretazione classica gli ha attribuito un monismo &amp;lsquo;stretto&amp;rsquo;, ossia la tesi secondo cui esisterebbe soltanto un ente, mentre i molteplici e mutevoli oggetti dell&amp;rsquo;esperienza sarebbero frutto di un&amp;rsquo;illusione. Ad una lettura piu' attenta, il monismo parmenideo si rivela essere di tipo &amp;lsquo;generoso&amp;rsquo;, un monismo, cioe', che prevede, accanto al piano dell&amp;rsquo;ente statico, due ulteriori livelli: il livello delle forze opposte e coesistenti e quello delle innumerevoli forme fisiche]]></description>
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<title>L'ontologia di Koje've</title>
<link>http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda.php?id=154</link>
<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[&laquo;Koje've mostra una rara passione per il pensiero. Il pensiero francese degli ultimi decenni e' un&amp;rsquo;eco di queste lezioni. L&amp;rsquo;interruzione di queste comunicazioni e' anch&amp;rsquo;essa un&amp;rsquo;idea. Ma Koje've legge Essere e tempo soltanto come antropologia&raquo;. Cosi' Martin Heidegger, in una lettera del 29 settembre 1967 inviata ad Hannah Arendt.&nbsp;Nelle sue parole ritroviamo un importante giudizio e, insieme, un&amp;rsquo;indicazione precisa su come il filosofo di Me&szlig;kirch avesse letto Koje've. Heidegger si riferisce alle lezioni parigine di Koje've, tenute presso l&amp;rsquo;Ecole Pratique des Hautes Etudes fra il 1933 e il 1939, dedicate alla lettura e commento della Fenomenologia dello Spirito hegeliana.]]></description>
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