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Ontologie. Storia e prospettive della domanda sull'ente
a cura di Fausto Fraisopi

Kai dè kai to palai te kai nun kai aei zetoumenon kai aei aporoumenon, ti to on ? La domanda che Aristotele, nella fase inaugurale di quella che - più o meno erroneamente - viene chiamata metafisica occidentale, riconosceva già come la più fondamentale e soprattutto la più problematica, si rinnova oggi con più forza là dove proprio quella “metafisica” ha conosciuto il suo inevitabile declino.
Il crollo della metafisica occidentale e la crisi dei fondamenti delle scienze hanno rinnovato la domanda ma in un senso nuovo, se si vuole meta-teorico. Non ci si domanda più, solamente, cosa sia quell’on di cui parlavano Parmenide, Platone, Aristotele fondando l’Occidente ma ci si domanda anche e soprattutto cosa sia e come sia pensabile una dottrina dell’ente, una epistème peri tou ontos. La domanda porta sull’ente, sull’oggetto, sul ti (come appare fuggevolmente da un passo del Sofista platonico) ma porta anche sulla scienza che da questa questione propriamente scaturisce. L’ontologia non è quindi solo tematica, ma problematica, assume l’ente ad oggetto di interrogazione, di problematizzazione ma essa stessa viene assunta ad uno sguardo che indaghi la sua “aderenza all’oggetto”. In questo senso, la domanda sull’ente si rinnova in modo prospettico e retrospettivo, sistematico ed ermeneutico: definire delle nuove prospettive dell’ontologia non può esimersi dal tematizzare una storia dell’ontologia, un’indagine sui differenti modi in cui si è risposto alla domanda “ti to on?” e sull’influenza che quelle differenti risposte hanno avuto sull’orientamento della logica e delle scoperte scientifiche, sui paradigmi della scienza, sul concepirsi dell’uomo come membro di sistemi giuridici, come agente nella storia, sul suo stesso concepirsi in relazione al divino. Ma, in una sorta di corrispondenza inscindibile e costitutiva, questo sguardo retrospettivo, questa prospettiva squisitamente ermeneutica, non acquisisce valore se non in relazione ad un indagine costruttiva, consistente nel dar senso, nell’offrire configurazioni sempre nuove, alla domanda sull’ente e al nostro modo di concepire “ontologie” in quanto tali. Se l’orizzonte filosofico contemporaneo ci pone di fronte ad un allargamento inflazionistico di queste “ontologie”, e se pensiamo di parlare di queste “ontologie”, nel migliore dei casi, in un senso “non-equivoco”, allora le due prospettive, quella ermeneutica e quella sistematica, possono ricostituire un’unità di discorso tale da poter fissare non solo il problema dell’ente ma il problema stesso dell’ontologia in un senso esaustivo.


L’iniziativa editoriale "Ontologie. Storia e prospettive della domanda sull’ente" consiste in una serie di articoli scritti da filosofi italiani e stranieri concernenti l’ontologia. I contributi verranno pubblicati progressivamente sul sito. Nel prossimo aggiornamento presenteremo:
G. Landini, Russell su cio’ che non c’è
F. Orilia, Particolari, proprietà, relazioni e stati di cose
S. Galanti Grollo, L’ontologia nei Beiträge di Heidegger

 

 

 

 

 

 
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